Per chi si avvicina all’età della pensione, orientarsi tra requisiti anagrafici e contributivi può sembrare un rompicapo. La buona notizia è che il 2026 mantiene requisiti stabili: 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi per la pensione di vecchiaia. L’INPS, con circolare del 16 marzo 2026, ha confermato le regole attuali e tracciato la rotta per il biennio successivo, quando scatteranno gli adeguamenti alla speranza di vita.

Età pensione di vecchiaia: 67 anni fino al 2026 ·
Contributi minimi richiesti: 20 anni ·
Prossimo aggiornamento: 1° gennaio 2027

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • Pensione di vecchiaia: 67 anni e 20 contributi (INPS)
  • Anticipata uomini: 42 anni 10 mesi di contributi per il 2026 (INPS)
  • Anticipata donne: 41 anni 10 mesi di contributi per il 2026 (Fondopriamo)
2Cosa resta incerto
  • Importi esatti dell’assegno sociale 2026
  • Elenco aggiornato dei lavori gravosi
  • Impatto per gestioni speciali (autonomi vs dipendenti)
3Segnale temporale
  • Blocco adeguamento speranza di vita per il 2026 (Fondoposte)
  • Ripresa adeguamenti dal 1° gennaio 2027 (Fondoposte)
  • Congelamento per lavoratori gravosi fino al 31/12/2028 (Fisac CGIL)
4Cosa viene dopo
  • Aumento requisiti anticipata nel 2027: 42 anni 11 mesi (uomini), 41 anni 11 mesi (donne) (Fondopriamo)
  • Età vecchiaia 2027: 67 anni 1 mese (INPS)
  • Anticipata 2028: 43 anni 1 mese (uomini), 42 anni 1 mese (donne) (INPS)

Nel 2026 i requisiti pensionistici restano invariati rispetto all’anno precedente, con alcune novità per le uscite anticipate. La tabella seguente riassume i parametri principali:

Prestazione Età / Requisiti Fonte
Pensione di vecchiaia 67 anni + 20 anni contributi INPS
Pensione anticipata (uomini) 42 anni 10 mesi contributi INPS
Pensione anticipata (donne) 41 anni 10 mesi contributi Fondopriamo
APE Sociale 63 anni 5 mesi + 30 anni contributi (36 gravosi) INPS
Pensione vecchiaia contributiva 71 anni + 5 anni contributi post-1995 FiscoeTasse
Pensione anticipata contributiva 64 anni + 20 contributi effettivi Fisac CGIL

La tabella mostra come il 2026 rappresenti un anno di transizione: i requisiti restano stabili per effetto del blocco dell’adeguamento alla speranza di vita, ma dal 2027 torneranno ad aumentare gradualmente.

Quanti anni si va in Italia in pensione?

La risposta dipende dal tipo di pensione a cui si aspira e dalla propria storia contributiva. Il sistema italiano prevede diverse vie di accesso, ciascuna con requisiti specifici che variano in base all’età, ai contributi versati e a particolari condizioni lavorative.

Pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia rappresenta la forma più diffusa di pensione in Italia. Per il 2026, l’INPS conferma il requisito anagrafico di 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi versati. Questa soglia è rimasta stabile dal 2019, quando l’adeguamento alla speranza di vita ha portato l’età pensionabile da 66 a 67 anni.

I lavoratori con carriere lunghe ma senza versamenti continuativi potrebbero non raggiungere i 20 anni di contributi. Per questi casi esistono strade alternative: la pensione contributiva pura richiede 71 anni di età con almeno 5 anni di versamenti effettivi dopo il 1995, offrendo una via di uscita per chi ha iniziato a versare tardi o ha avuto periodi di discontinuità lavorativa.

Perché vale la pena controllare subito i contributi

Chi scopre di avere già 20 anni di contributi versati può presentare domanda di pensione di vecchiaia non appena compie 67 anni, senza attendere ulteriori adeguamenti. Il calcolo dei contributi è disponibile sul portale INPS con accesso tramite SPID.

Pensione anticipata

Chi non vuole aspettare i 67 anni può ricorrere alla pensione anticipata, che non richiede un’età minima ma impone un requisito contributivo. Per il 2026, gli uomini devono aver maturato almeno 42 anni e 10 mesi di contributi, mentre per le donne la soglia è di 41 anni e 10 mesi.

La manovra conferma il blocco dell’adeguamento alla speranza di vita per tutto il 2026, offrendo un anno di stabilità per chi sta pianificando la propria uscita dal lavoro.

Fondoposte, Fondo di Previdenza

L’anticipata prevede una finestra di attesa di 3 mesi dalla data di maturazione dei requisiti per l’accesso alla prestazione. Questo significa che chi raggiunge i contributi richiesti a luglio 2026 potrà entrare in pensione da ottobre 2026.

Età e requisiti per andare in pensione 2026

La Legge di Bilancio 2026 ha confermato l’impianto normativo esistente, senza introdurre modifiche sostanziali ai requisiti pensionistici. Il blocco dell’adeguamento alla speranza di vita, in vigore per il terzo anno consecutivo, ha consentito di mantenere le soglie invariate rispetto al 2025.

Requisiti INPS attuali

L’INPS, con circolare del 16 marzo 2026, ha ufficializzato i parametri per il 2026 e tracciato la rotta per il biennio successivo. Per la pensione di vecchiaia restano confermati i 67 anni di età e i 20 anni di contributi minimi. Per l’anticipata, il requisito contributivo resta ancorato ai valori del 2025: 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne.

Deroghe disponibili

Il sistema prevede diverse deroghe per categorie specifiche. I lavoratori gravosi e usuranti mantengono requisiti congelati fino al 31 dicembre 2028, potendo quindi accedere alla pensione con le soglie del 2026 anche negli anni successivi. L’APE Sociale, rivolta a disoccupati, caregiver e persone con invalidità, richiede 63 anni e 5 mesi di età con almeno 30 anni di contributi (36 per chi svolge lavori gravosi).

La legge di bilancio prevede un’eccezione per una platea ristretta di lavoratori gravosi e usuranti, congelando i loro requisiti fino al 2028.

Fisac CGIL, Sindacato

Nota sulle donne

Per le donne con figli, l’APE Sociale prevede una riduzione del requisito anagrafico di 12 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di 2 anni. Una madre con due figli può quindi accedere all’APE Sociale a 61 anni e 5 mesi invece che a 63 anni e 5 mesi.

Cosa cambia dal 2026 per le pensioni?

Il 2026 segna la fine di un triennio di blocco degli adeguamenti alla speranza di vita. Dal 1° gennaio 2027, i requisiti riprenderanno ad aumentare in modo graduale, seguendo le proiezioni demografiche dell’ISTAT.

Novità principali

La Legge di Bilancio 2026 non ha introdotto riforme strutturali del sistema pensionistico, ma ha prorogato alcune misure di flessibilità. L’APE Sociale è stata confermata fino al 31 dicembre 2026 con requisiti invariati. Opzione Donna resta attiva con requisiti più stringenti: quota 97,6 per le dipendenti, età minima di 61 anni e 7 mesi e 35 anni di contributi.

Impatto sui requisiti

Il blocco dell’adeguamento ha permesso di mantenere stabili le soglie per un anno ancora, ma il meccanismo riprenderà dal 2027 con incrementi mensili. Per la pensione di vecchiaia, l’età salirà a 67 anni e 1 mese. Per l’anticipata, gli uomini dovranno maturare 42 anni e 11 mesi (da 42a10m), le donne 41 anni e 11 mesi (da 41a10m).

Cosa significa per chi sta pianificando

Chi ha già i requisiti per la pensione anticipata nel 2026 potrebbe beneficiare di un risparmio di un mese sull’età di accesso rispetto a chi matura i contributi nel 2027. La differenza è sottile, ma in un sistema contributivo ogni mese conta sul calcolo dell’assegno.

Cosa cambia dal 2027 per le pensioni anticipate?

Dal 1° gennaio 2027, il sistema riprenderà ad adeguare i requisiti pensionistici all’aspettativa di vita. Questo significa che le soglie per l’accesso alla pensione anticipata aumenteranno di un mese per gli uomini e di un mese anche per le donne, allineando progressivamente i requisiti di genere.

Nuovi requisiti INPS

L’INPS ha comunicato che dal 2027 scatteranno i seguenti incrementi: la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e 1 mese, mentre l’anticipata richiederà 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. Per i lavoratori con regime contributivo puro, la pensione di vecchiaia salirà a 71 anni e 1 mese.

Deroghe CGIL

I sindacati, in particolare la CGIL, hanno negoziato deroghe per specifiche categorie di lavoratori. I lavoratori gravosi e usuranti mantengono requisiti congelati fino al 31 dicembre 2028, potendo accedere alla pensione con le soglie del 2026. Questa misura riguarda una platea ristretta di occupazioni considerate particolarmente usuranti per la salute.

L’implicazione per chi sta pianificando la pensione è chiara: chi può maturare i requisiti nel 2026 dovrebbe cogliere l’opportunità, evitando di rimandare al 2027 quando le soglie saranno più alte.

Chi ha 40 anni di contributi può andare in pensione?

Con 40 anni di contributi versati si può accedere alla pensione anticipata, a condizione di aver raggiunto il requisito contributivo pieno. Nel 2026, servono 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, quindi 40 anni non bastano ancora. Tuttavia, il requisito scende a 36 anni per chi svolge lavori gravosi e accede all’APE Sociale.

Regime totalizzazione

La totalizzazione dei contributi permette di sommare periodi versati in diverse gestioni pensionistiche per raggiungere i requisiti richiesti. Questo strumento è utile per chi ha cambiato più volte lavoro o ha avuto periodi di disoccupazione coperti da contribuzione figurativa.

Opzioni anticipate

Per chi ha 40 anni di contributi effettivi (senza periodi figurativi) e ha versato almeno il 5% del proprio reddito, esiste la possibilità di accedere alla pensione anticipata contributiva a 64 anni di età, a condizione che l’importo della pensione non sia inferiore a 3 volte l’assegno sociale.

  1. Verifica la tua situazione contributiva — Accedi al portale INPS con SPID e controlla l’estratto conto contributivo per conteggiare gli anni versati.
  2. Confronta i requisiti — Verifica se hai i contributi necessari per l’anticipata (42a10m uomini, 41a10m donne nel 2026) o per l’APE Sociale (36 anni per gravosi).
  3. Calcola la finestra di uscita — L’anticipata prevede 3 mesi di attesa dalla maturazione dei requisiti; pianifica di conseguenza.
  4. Invia la domanda —Puoi presentare la domanda online tramite il portale INPS, tramite patronato o attraverso il contact center telefonico.

Letture correlate: Salari Italia 2024 · Lavoro Italia 2025

I requisiti INPS per le requisiti pensionistici 2026requisiti pensionistici 2026 restano confermati a 67 anni di età e 20 contributi per la pensione di vecchiaia.

FAQ – Domande frequenti sulle pensioni Italia

Come calcolare l’età pensionabile in Italia?

Per il 2026, l’età pensionabile standard è 67 anni per la pensione di vecchiaia. L’INPS pubblica aggiornamenti annuali basati sull’adeguamento alla speranza di vita. Per verificare la propria data di pensionamento, è possibile usare il simulatore sul portale INPS.

Quanti anni di contributi servono per la pensione di vecchiaia?

Per la pensione di vecchiaia servono almeno 20 anni di contributi versati. I contributi possono essere di qualsiasi tipo (obbligatori, figurativi, da riscatto), purché risultino nel proprio estratto conto INPS.

Quando aumenta l’età pensionabile in Italia?

L’età pensionabile aumenta quando riprende l’adeguamento alla speranza di vita. Dal 1° gennaio 2027 salirà a 67 anni e 1 mese. Ulteriori aumenti sono previsti per il 2028 (67 anni e 3 mesi).

Cos’è l’APE Sociale e chi può accedervi?

L’APE Sociale è un anticipo della pensione per categorie svantaggiate: disoccupati dopo esaurimento NASpI, caregiver di anziani o disabili, persone con invalidità >= 74%, lavoratori gravosi. Richiede 63 anni e 5 mesi di età e 30 anni di contributi (36 per lavori gravosi).

Come fare domanda di pensione INPS online?

La domanda di pensione può essere presentata attraverso il portale INPS (accessibile con SPID, CIE o CNS), tramite i patronati sindacali, o chiamando il contact center al numero verde 803 164. Il servizio online guida l’utente passo passo nella compilazione.

Chi sono i lavoratori gravosi con requisiti congelati?

I lavoratori gravosi includono chi svolge mansioni usuranti o è impiegato in settori con elevato indice di infortuni. L’elenco è definito dalla normativa e include operai edili, ceramisti, siderurgici, pescatori, infermieri con determinati requisiti di servizio. Per loro i requisiti sono congelati fino al 31 dicembre 2028.

Quali sono le differenze tra pensione retributiva e contributiva?

La pensione retributiva calcola l’assegno basandosi sulle retribuzioni degli ultimi anni di lavoro. La pensione contributiva usa un sistema di capitalizzazione dei contributi versati. Chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996 rientra interamente nel sistema contributivo, che tende a produrre assegni più bassi per carriere brevi.