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Medici di base Italia: quanti sono, stipendio e carenza

Marco Stefano Galli Ricci • 2026-05-06 • Revisionato da Giulia Rossi

C’è un problema che i pazienti italiani conoscono bene: trovare un medico di base sta diventando sempre più difficile. Tra carenze annunciate e riforme in bilico, la medicina territoriale vive una fase critica.

Media assistiti per medico: 1.383 fedaiisf.it · Carenza stimata (Gimbe): oltre 5.700 fedaiisf.it · Diminuzione 2019-2024: 5.197 unità fedaiisf.it

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • In Italia mancano oltre 5.700 medici di base (fedaiisf.it)
  • Ogni medico segue in media 1.383 assistiti (fedaiisf.it)
  • Tra 2019 e 2024 il numero di MMG è calato di 5.197 unità (fedaiisf.it)
2Cosa resta incerto
  • Dettagli definitivi della riforma Schillaci: ancora in fase di approvazione
  • Stipendio reale: varia in base al numero di assistiti e alla regione
  • Impatto concreto della riforma sulla carenza di medici: da valutare
  • Carenza reale potrebbe essere superiore alle stime ufficiali
3Segnale temporale
  • Novembre 2024: presentata bozza decreto Schillaci (Quifinanza)
  • Previsto 2025-2026: possibile implementazione riforma ((Quifinanza))
4Cosa viene dopo
  • Nuovo canale di assunzione: medici di famiglia dipendenti pubblici ((Quifinanza))
  • Case di Comunità come hub territoriale (Quifinanza)
  • Possibile accesso alla professione per geriatri e internisti ((Quifinanza))

Ecco i numeri chiave che fotografano la situazione dei medici di base.

I numeri chiave dei medici di base in Italia
Indicatore Valore
Numero medici di base (2024) 36.812 (fedaiisf.it)
Assistiti medi per medico 1.383 (fedaiisf.it)
Medici mancanti (Gimbe) oltre 5.700 (fedaiisf.it)
Punti di guardia medica 2.831
Medici titolari guardia medica 10.671
Stipendio lordo annuo medio 70.000–100.000 €
In sintesi: I medici di base italiani sono circa 36.800, ma la carenza reale supera le 5.700 unità. La riforma Schillaci prova a invertire la rotta con la dipendenza pubblica, ma il suo impatto è ancora tutto da verificare.

Quanti sono in Italia i medici di base?

Secondo i dati elaborati dalla Fondazione Gimbe e riportati da fedaiisf.it, al 2024 i medici di medicina generale (MMG) in Italia sono circa 36.812. Ogni medico segue in media 1.383 assistiti, un carico superiore alla soglia considerata ottimale (1.250). La media nazionale nasconde forti differenze regionali: in alcune aree del Sud si superano i 1.600 assistiti per medico, mentre al Nord la media è più bassa.

La carenza complessiva è stimata in oltre 5.700 unità, sempre secondo l’analisi di Gimbe. Un numero che sale se si considerano i pensionamenti previsti nei prossimi anni: tra il 2019 e il 2024 i medici di base sono già diminuiti di 5.197 unità (stessa fonte).

Il paradosso

Da un lato la carenza aumenta, dall’altro migliaia di giovani medici specializzati in altre branche non trovano sbocco nella medicina generale perché il percorso d’accesso è ancora troppo rigido.

Il sistema formativo fatica a rispondere alla domanda, e la rigidità dei percorsi di specializzazione aggrava il divario.

Perché non ci sono più medici di base?

Cause della carenza

  • Bandi deserti per i corsi di formazione in medicina generale: pochi giovani scelgono questa specializzazione.
  • Pensionamenti massicci: l’età media dei MMG è alta (oltre 55 anni in molte regioni).
  • Scarsa attrattività economica e burocratica: come sottolineato dalla Fondazione Gimbe, la disciplina è poco appetibile (Quifinanza).

Il ruolo della riforma Schillaci

A novembre 2024 il ministro della Salute Orazio Schillaci ha presentato alla Conferenza delle Regioni una bozza di decreto-legge per riformare la figura del medico di famiglia (Quifinanza). Il cuore della riforma è la possibilità per i MMG di diventare dipendenti pubblici del Servizio sanitario nazionale su base volontaria, mantenendo comunque la convenzione tradizionale come alternativa.

«La riforma mira a rendere i medici di famiglia il fulcro delle nuove Case di Comunità.»

Quifinanza, analisi del decreto

Nella fase transitoria, le Asl potranno assumere a tempo indeterminato medici già in servizio purché in possesso della specializzazione (stessa fonte). Tuttavia, il decreto è ancora in fase di approvazione e molti dettagli restano da definire.

In sintesi: La carenza deriva da pensionamenti, bandi deserti e poca attrattività. La riforma Schillaci punta sulla dipendenza pubblica per invertire il trend, ma il percorso è appena iniziato.

La sfida è quindi duplice: attrarre nuovi medici e adeguare le regole del mercato del lavoro sanitario.

Qual è lo stipendio di un medico di base in Italia?

Stipendio in base al numero di pazienti

Il reddito di un medico di base dipende principalmente dal numero di assistiti in carico. Con una media nazionale di 1.383 pazienti, uno studio tipico genera un fatturato annuo lordo compreso tra 70.000 e 100.000 euro. Un medico con 1.500 assistiti può superare gli 80.000 euro lordi annui, ma la cifra varia in base alla regione e agli accordi integrativi locali.

Differenze regionali

  • Nord: compensi mediamente più alti grazie a convenzioni aggiuntive.
  • Sud: carichi di lavoro maggiori, ma redditi spesso inferiori.

Prospettive 2026

La riforma Schillaci prevede una valorizzazione economica dei MMG, allineandoli ad altri ambiti clinici (Quifinanza). Se attuata, potrebbe rendere la professione più competitiva rispetto ad altre specializzazioni.

Che differenza c’è tra medico di base e medico di famiglia?

Medico di base o medico di famiglia: sinonimi?

Sì, sono esattamente la stessa figura. L’acronimo MMG (medico di medicina generale) unifica le due denominazioni. Il “medico di base” è il termine comune, “medico di famiglia” sottolinea il rapporto continuativo con il paziente.

Medico condotto e medico di base

Il medico condotto era una figura storica (dipendente comunale) che oggi non esiste più: dal 1978 è stato sostituito dal MMG convenzionato con il SSN.

Il medico di assistenza primaria (MAP)

Il MAP è una figura più recente, introdotta dalla legge 189/2012 (riforma Balduzzi), con un ruolo più integrato nelle cure territoriali. Di fatto, il MAP coincide con il MMG.

Medico di base può essere chirurgo?

No, di norma il medico di base non esercita la chirurgia. Può però avere una specializzazione in chirurgia, ma nella pratica ambulatoriale non opera.

Medico di base può lavorare in ospedale?

Sì, se ha una specializzazione in una branca ospedaliera, può svolgere attività ospedaliera in regime di dipendenza o libera professione, ma non come medico di base: l’attività principale resta ambulatoriale.

Medico di base può fare libera professione?

Sì, i MMG possono esercitare la libera professione (visite private, certificazioni) al di fuori dell’orario di convenzione, purché rispettino gli obblighi contrattuali con il SSN.

Questa flessibilità rappresenta un vantaggio per chi cerca un equilibrio tra servizio pubblico e autonomia professionale.

Come diventare medico di base?

Requisiti di laurea

Il percorso inizia con la laurea in Medicina e Chirurgia (6 anni), seguita dall’abilitazione e dall’iscrizione all’Ordine dei Medici.

Passaggi fondamentali

  1. Conseguire la laurea in Medicina e Chirurgia.
  2. Superare l’esame di abilitazione e iscriversi all’Ordine dei Medici.
  3. Frequentare il corso di formazione specifica in medicina generale (3 anni).
  4. Partecipare al concorso regionale per l’attribuzione degli incarichi.
  5. Stipulare la convenzione con la ASL di riferimento.

Corso di formazione in medicina generale

Dopo la laurea, il futuro MMG deve frequentare un corso di formazione specifico in medicina generale della durata di 3 anni, con esame finale. Senza questo corso non si può accedere alla convenzione con il SSN.

Concorso e convenzione

Superato il corso, si partecipa a un concorso regionale per l’attribuzione degli incarichi. Una volta vinto, si stipula una convenzione con la Asl di riferimento, che fissa il numero massimo di assistiti (di solito 1.500, salvo deroghe).

Normativa vigente e riforma in corso

Con la riforma Schillaci, potrebbero accedere alla professione anche medici specializzati in geriatria e medicina interna, ampliando il bacino di reclutamento. La riforma, tuttora in fase di attuazione, introduce anche la possibilità del rapporto di dipendenza pubblica (Quifinanza).

L’apertura a nuove specializzazioni potrebbe alleviare la carenza, ma la sua efficacia dipenderà dall’attuazione concreta.

Timeline: la riforma dei medici di famiglia

  • 2024 – Rapporto Gimbe: oltre 5.700 medici di base mancanti (fedaiisf.it).
  • Novembre 2024 – Il governo Meloni avvia la riforma dei medici di famiglia con un decreto light (Quifinanza).
  • Previsto 2025-2026 – Possibile implementazione della riforma, con nuovo canale di dipendenza per geriatri e internisti.

Il 2025-2026 sarà un banco di prova per capire se la riforma riuscirà a invertire la tendenza.

Fatti confermati

  • Numero MMG: 36.812 (dato 2024, fonte fedaiisf.it)
  • Carenza: oltre 5.700 medici (Gimbe via fedaiisf.it)
  • Media assistiti: 1.383 (fedaiisf.it)
  • Diminuzione 2019-2024: 5.197 unità (fedaiisf.it)
  • Riforma Schillaci presentata a novembre 2024 (Quifinanza)

Cosa resta incerto

  • Dettagli definitivi del decreto Schillaci (ancora in fase di approvazione)
  • Stipendi precisi: variano per regione e numero assistiti
  • Impatto reale della riforma sulla carenza
  • Effettiva apertura a geriatri e internisti

Le voci degli esperti

«I medici di famiglia – 36.812 in totale, con una media di 1.383 assistiti ciascuno – operano in autonomia come liberi professionisti.»

Milena Gabanelli, Corriere della Sera (citata in content plan)

«Ne mancano oltre 5.700: la carenza è aggravata dalla scarsa attrattività della disciplina.»

Fondazione Gimbe, citata da Quifinanza

Attenzione a

La riforma punta a rendere i medici di famiglia dipendenti pubblici, ma il rischio è che i medici più anziani restino nel vecchio regime, creando un sistema a due velocità. Per i pazienti, l’effetto concreto si vedrà solo tra un paio d’anni.

Il futuro della medicina territoriale si gioca su questa transizione: se la riforma riuscirà a coinvolgere anche i medici più esperti, il cambiamento sarà più rapido.

La strada per colmare il divario tra il numero di medici di base e il fabbisogno è ancora lunga. Per i giovani medici che valutano questa carriera, la scelta è chiara: investire in una professione in trasformazione, con la prospettiva di una maggiore stabilità e un reddito più competitivo, oppure puntare su specializzazioni ospedaliere meno esposte ai cambiamenti normativi.

Letture correlate: **Sanità Pubblica Italia – Guida Completa al Servizio Sanitario Nazionale**

Fonti aggiuntive

tg24.sky.it, quotidianosanita.it

Domande frequenti

Perché i medici ti fanno dire 33?

È un modo rapido per valutare la vibrazione e la trasmissione del suono durante l’auscultazione polmonare: la parola “trentatré” produce un suono vibratile che il medico percepisce con lo stetoscopio.

Qual è l’età media dei medici di base in Italia?

Supera i 55 anni in molte regioni, con punte oltre i 60 in Liguria e Molise. È uno dei fattori che spiega i prossimi pensionamenti di massa.

Quante ore lavora un medico di base?

In media 30-38 ore settimanali, distribuite in mattine e pomeriggi. L’orario effettivo varia in base al numero di assistiti e agli impegni di guardia medica.

Qual è il numero massimo di assistiti per medico di base?

Di norma 1.500, ma può arrivare fino a 1.800 in casi di carenza e previa autorizzazione della Asl.

Come si cambia medico di base?

Basta rivolgersi alla Asl di residenza (sportello online o fisico) e scegliere un nuovo MMG disponibile nel proprio comune. Il cambio è gratuito e non richiede motivazione.

Cosa fare se il medico di base non è disponibile?

In orario di servizio si può contattare la guardia medica (continuità assistenziale). Per urgenze gravi chiamare il 118.

Il medico di base può prescrivere esami specialistici?

Sì, può prescrivere visite ed esami del SSN (come ecografie, radiografie, esami del sangue) tramite ricetta dematerializzata.

Il medico di base può rilasciare certificati?

Sì, certificati di malattia per assenze dal lavoro, certificati per attività sportiva non agonistica e altri attestati previsti dalla legge.

Queste risposte offrono un quadro pratico per chi si interfaccia quotidianamente con il sistema sanitario di base.



Marco Stefano Galli Ricci

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Marco Stefano Galli Ricci

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