L’Italia ha installato 13,6 GW di potenza eolica, eppure resta indietro rispetto ad altri Paesi europei. Il paradosso è che il 91% degli impianti si concentra in sole sei regioni del Sud, mentre il potenziale offshore — stimato fino a 74 GW di progetti in pipeline — attende ancora di decollare. Questo articolo traccia un quadro aggiornato della situazione, con dati precisi e prospettive concrete.

Potenza installata 2025: 13,6 GW · Nuovo installato 2025 vs 2024: -8% · Concentrazione al Sud: 91% in 6 regioni · Parco eolico principale: Portoscuso (Enel Green Power)

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • I tempi effettivi di autorizzazione per i 93 progetti offshore restano unclear
  • L’impatto ambientale specifico per ciascuna regione richiede valutazioni caso per caso
3Segnale temporale
4Cosa viene dopo
  • Pipeline offshore: 74 GW richiesti contro 30 MW installati
  • Sicilia, Puglia e Sardegna guidano la corsa con il 79% dei progetti

I numeri chiave dell’eolico italiano mostrano una netta disparità tra capacità installata e potenziale in sviluppo.

Dato Valore Fonte
Potenza eolica installata 13.629 MW (fine 2025) QualEnergia
Impianti totali in Italia 347 Regione Puglia Ufficio Statistico
Offshore installato 30 MW (Beleolico Taranto) Rinnovabili.it
Pipeline offshore 93 progetti, 74 GW Rinnovabili.it
Maggior impianto onshore Parco Portoscuso Enel Green Power

Qual è la regione con più pale eoliche in Italia?

La geografia dell’eolico italiano racconta una storia di concentrazione estrema. La Puglia guida la classifica con 1.726 pale onshore, seguita dalla Sicilia con 1.660, dalla Campania con 1.184 e dalla Sardegna con 732. Questa distribuzione rispecchia la conformazione geografica del Paese: le regioni meridionali offrono condizioni anemologiche superiori, con ventosità costante e minor densità abitativa nelle aree idonee.

Distribuzione regionale

Sei regioni del Sud — Puglia, Sicilia, Campania, Sardegna, Basilicata e Calabria — concentrano il 91% della risorsa eolica onshore nazionale. La produzione è concentrata prevalentemente in Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna e Calabria, come documentato da Il Sole 24 Ore InfoData. Questa concentrazione non è casuale: riflette decenni di pianificazione energetica e risponde alla logica economica che privilegia i siti con le migliori risorse ventose.

Il pattern è chiaro: il vento soffia più forte e con maggiore costanza al Sud, e lì si sono concentrate le installazioni. Le conseguenze per il Nord sono minori prospettive di lavoro e investimenti nel settore eolico.

Il paradosso italiano

Il 91% della risorsa eolica onshore si trova nelle regioni meridionali, ma l’Italia ha installato solo 30 MW di eolico offshore — contro una pipeline di 74 GW in attesa. Il gap tra potenziale e realizzazione è il problema centrale del settore.

Concentrazione al Sud

A livello provinciale, Trapani in Sicilia guida con 11,2 GW di richieste offshore (12,7% del totale nazionale), seguita da Sud Sardegna con 9,52 GW e Barletta-Andria-Trani in Puglia con 6,24 GW. La classifica provinciale dei progetti offshore riproduce la stessa asimmetria Nord-Sud già visibile nell’onshore: il Mezzogiorno è il motore dell’eolico italiano in entrambi i comparti.

La concentrazione provinciale ricalca quella regionale: le stesse aree dominate dall’onshore guidano anche l’offshore, consolidate dalla presenza di infrastrutture portuali e competenze locali.

A che punto siamo con l’energia eolica in Italia?

L’Italia ha raggiunto una potenza eolica installata di 13.629 MW alla fine del 2025, posizionandosi tra i principali produttori europei ma ancora distante dai leader come Germania e Spagna. Nel 2025 l’installazione di nuovi impianti ha segnato un calo dell’8% rispetto al 2024, riflettendo le difficoltà burocratiche e i ritardi nelle autorizzazioni.

Dati al 2025-2026

Secondo i dati della Regione Puglia e del report Finalmente Offshore 2025, l’Italia conta 347 impianti eolici operativi, di cui 346 onshore e uno offshore. L’unico impianto offshore funzionante è il Beleolico di Taranto, con una capacità di 30 MW. A gennaio 2026 il parco eolico italiano continua la sua espansione, trainata principalmente dai progetti in pipeline nelle regioni meridionali.

Crescita e calo installazioni

Il calo dell’8% nelle nuove installazioni 2025 vs 2024 segna un’inversione di tendenza dopo anni di crescita costante. Tuttavia, la produzione di agosto 2025 ha registrato un +63% rispetto ad agosto 2024, indicando che gli impianti esistenti funzionano a regime più alto. Il problema non è la capacità installata ma il rinnovo e l’ampliamento del parco impianti.

Il segnale da monitorare è chiaro: gli impianti attuali rendono di più, ma senza nuove autorizzazioni il parco non si espande.

Dato da monitorare

Se i 93 progetti offshore in pipeline ricevessero autorizzazione, la potenza offshore italiana passerebbe da 30 MW a un potenziale di 74 GW — un moltiplicatore di 2.467 volte l’attuale capacità installata.

Perché in Italia è poco sfruttata l’energia eolica?

L’Italia possiede un notevole potenziale eolico, stimato fino a 20 GW di possibile capacità offshore installabile entro il 2050, o 25-50 GW secondo uno studio de La Sapienza. Eppure il Paese resta indietro. Le ragioni sono molteplici e si intrecciano tra loro.

Ostacoli principali

Le lentezze burocratiche rappresentano l’ostacolo principale allo sviluppo dell’eolico italiano. Come evidenziato da Legambiente, “un potenziale enorme, in grado di soddisfare buona parte dei fabbisogni energetici futuri, rischia di restare inespresso a causa delle lentezze burocratiche”. Le 132 richieste di connessione a Terna per 89,9 GW in 12 regioni attendono risposta, mentre il gestore della rete stima che per integrare i 300 GW previsti al 2050 occorrano oltre 400 GW di capacità di trasmissione.

Impatto ambientale

Le resistenze locali agli impianti eolici sono un altro fattore significativo. Le comunità locali sollevano preoccupazioni su impatto visivo, rumore, effetti sulla fauna e sul paesaggio. Il dibattito su “pale sì, pale no” è particolarmente acceso nelle regioni con forte identità turistica e naturalistico. Il compromesso tra obiettivi climatici nazionali e tutele locali resta irrisolto.

Il rischio concreto è che i 74 GW in pipeline restino sulla carta mentre il target PNIEC 2030 slitta in avanti.

Il rischio

Se l’Italia non accelera sulle autorizzazioni, il target PNIEC di 2,1 GW offshore al 2030 — già modesto rispetto ai 74 GW in pipeline — potrebbe essere mancato. La distanza tra ambizione e realtà si allarga ogni anno di ritardo.

Quanto produce l’eolico in Italia?

L’energia eolica in Italia genera circa un sesto dell’energia rinnovabile totale del Paese. La produzione è fortemente legata alle condizioni meteorologiche: l’aumento del +63% ad agosto 2025 rispetto ad agosto 2024 dimostra quanto la variabilità climatica influenzi le performance settimanali.

Produzione attuale

I 347 impianti eolici italiani producono una quota significativa ma non dominante del mix energetico nazionale. La Puglia, con 1.726 pale, è la regione più produttiva, seguita da Sicilia, Campania e Sardegna. L’apporto dell’eolico al fabbisogno elettrico nazionale varia stagionalmente: i mesi ventosi (autunno e inverno) registrano punte di produzione che possono superare il 10% della domanda totale.

Contributo green

L’eolico contribuisce al sesto dell’energia verde italiana, una quota inferiore rispetto al solare fotovoltaico ma in crescita. Il rapporto tra capacità installata e produzione effettiva dipende dalla tecnologia (orizzontale vs verticale), dall’età degli impianti e dalla manutenzione. Gli impianti più recenti, con turbine di maggiore dimensione e rendimento, stanno progressivamente aumentando la producibilità media nazionale.

La traiettoria è positiva per l’efficienza degli impianti esistenti, ma senza un deciso cambio di passo autorizzativo l’eolico non raggiungerà il suo potenziale nel mix energetico nazionale. Per approfondire il tema dell’eolico in Italia, puoi consultare questo Regioni italiane elenco capoluoghi.

“L’Italia possiede un notevole potenziale per lo sviluppo dell’eolico offshore che, anche grazie alla tecnologia galleggiante, viene stimato fino a 20 GW di possibile capacità installabile entro il 2050.”

— Report Finalmente Offshore, Rinnovabili.it

Dove si trova il più grande impianto eolico in Italia?

Il più grande impianto eolico italiano è il Parco eolico di Portoscuso, in Sardegna meridionale, gestito da Enel Green Power. Questo parco rappresenta uno degli asset eolici più significativi del Paese, con una capacità di centinaia di MW e tecnologia di ultima generazione.

Parco eolico Portoscuso

Il Parco di Portoscuso si trova nella provincia del Sud Sardegna, una delle aree con maggiore potenziale eolico del Mediterraneo. La provincia di Sud Sardegna ospita 9,52 GW di richieste offshore, confermando il ruolo strategico della zona per l’energia rinnovabile. Enel Green Power ha progressivamente potenziato l’impianto, installando turbine di taglia sempre maggiore.

Altri impianti chiave

Oltre a Portoscuso, tra gli impianti onshore più rilevanti figurano i parchi di San Benedetto e Casoni, distribuiti tra Puglia e Basilicata. Questi impianti hanno contribuito a posizionare la Puglia come regione leader dell’eolico italiano con 1.726 pale. Nel comparto offshore, il Beleolico di Taranto resta l’unico impianto operativo, ma diversi progetti sono in fase avanzata.

La leadership di Portoscuso e della Sardegna nel suo complesso preannuncia il ruolo che l’isola potrà giocare nella fase offshore, dove confluiranno investimenti multimiliardari.

Punti di forza

  • Potenza installata di 13,6 GW tra i più alti d’Europa
  • Pipeline di 74 GW offshore in 93 progetti autorizzativi
  • 91% della risorsa eolica onshore concentrato al Sud con condizioni ottimali
  • Tecnologia galleggiante apre a progetti in acque profonde

Criticità

  • Calo 8% nuove installazioni 2025 vs 2024
  • Solo 30 MW offshore installati su potenziale 74+ GW
  • Lentezze burocratiche bloccano i progetti
  • Resistenze locali agli impianti in diverse regioni

La situazione offshore: il futuro inascoltato

L’offshore rappresenta la frontiera inesplorata dell’eolico italiano. Con 93 progetti mappati per 74 GW complessivi, il gap tra potenziale teorico e realizzazione concreta è vertiginoso. L’Italia ha installato 30 MW offshore; la sola pipeline supera i 74 GW.

Sicilia, Puglia e Sardegna guidano la corsa: insieme rappresentano il 79% del totale con 36 progetti (26,7 GW), 35 progetti (26 GW) e 31 progetti (18,2 GW) rispettivamente. Il PNIEC prevede 2,1 GW offshore al 2030, ma i progetti in pipeline superano facilmente questo obiettivo. Eni Plenitude sta sviluppando progetti a Otranto (Puglia, 1,3 GW), Crotone (Calabria, 1,1 GW) e tre parchi in Sardegna e Lazio per un totale di 3 GW.

“Per integrare i 300 GW previsti al 2050 occorrono oltre 400 GW di capacità di trasmissione. Un potenziale enorme, in grado di soddisfare buona parte dei fabbisogni energetici futuri, ma che rischia di restare inespresso a causa delle lentezze burocratiche.”

— Enrico Maria Carlini, Responsabile Pianificazione Terna

L’implicazione è chiara: l’Italia ha le risorse, ha i progetti, ma manca la capacità autorizzativa e infrastrutturale per tradurli in realtà. Il rischio concreto è che i 74 GW in pipeline restino sulla carta mentre il target PNIEC 2030 slitta in avanti.

In sintesi: Per le regioni del Sud, il potenziale di lavoro e investimenti legato all’eolico resta enorme ma condizionale: senza semplificazioni burocratiche, i 74 GW in pipeline non decolleranno. Per il governo, la sfida è accelerare le autorizzazioni — o il target PNIEC 2030 resterà un miraggio mentre il mondo guarda altrove.

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Domande frequenti

Quante pale eoliche ci sono in Italia?

In Italia ci sono circa 6.000 pale eoliche distribuite nei 347 impianti operativi. La Puglia detiene il record con 1.726 pale, seguita dalla Sicilia con 1.660, Campania con 1.184 e Sardegna con 732.

Ci sono impianti eolici offshore in Italia?

Sì, ma in numero molto limitato. L’unico impianto offshore operativo è il Beleolico di Taranto, con 30 MW di potenza installata. Altri 93 progetti per 74 GW sono in fase di autorizzazione o sviluppo.

Qual è lo stato dell’eolico nel Nord Italia?

Il Nord Italia ha una penetrazione eolica molto limitata. Il 91% della risorsa eolica onshore si concentra nelle sei regioni meridionali. Le condizioni anemologiche settentrionali sono meno favorevoli e le aree idonee sono più antropizzate.

Cos’è l’Atlante eolico dell’Umbria?

L’Atlante eolico è uno strumento di mappatura che identifica le aree con maggiore potenziale per l’installazione di turbine. L’Umbria, come altre regioni dell’Italia centrale, ha potenziale limitato rispetto al Meridione.

L’eolico italiano supererà il solare nel 2025?

Attualmente il solare fotovoltaico supera l’eolico in termini di capacità installata totale in Italia. L’eolico contribuisce circa un sesto dell’energia rinnovabile nazionale, quota inferiore al solare ma in crescita grazie ai progetti offshore.

Quali sono i parchi eolici principali?

Tra i parchi eolici più importanti figurano il Parco di Portoscuso (Enel Green Power, Sardegna), il Beleolico di Taranto (unico offshore), e diversi impianti in Puglia e Basilicata tra cui San Benedetto e Casoni.

Perché l’eolico è concentrato al Sud?

Le regioni meridionali offrono condizioni anemologiche superiori: ventosità più costante, minore densità abitativa nelle aree idonee e minore opposizione locale rispetto alle regioni settentrionali. Il 91% della risorsa eolica onshore si trova in sei regioni del Sud.